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Tirocini Garanzia Giovani

Negli ultimi anni i Tirocini nel nostro paese sono cresciuti molto, se ne fa largo uso e spesso possono o essere un'esperienza di formazione o un tunnel verso un contratto di assunzione. Dal 2012 al 2017 il numero di tirocini in azienda è cresciuto del 71,7%, complice l'avvio nel 2015 del programma Garanzia Giovani. Nei primi sei mesi del 2017 sono stati attivati 186.001 tirocini, circa cinquecento in più di quelli avviati in tutto l'arco del 2012 (185.513).

E si veleggia verso quota 370mila: il doppio. Sono esplosi i tirocinanti in settori come il commercio, la ristorazione e i trasporti. E in questi cinque anni il 37,5% dei tirocini è sfociato in un contratto da apprendistato. Segno che per le aziende, osserva Francesco Seghezzi, direttore della fondazione di studi sul lavoro Adapt "il tirocinio è il nuovo periodo di prova".

I dati del settore sono stati raccolti, dopo anni di attesa, nella prima analisi ufficiale dell'Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro  (Anpal). Nel 2015 la partenza di Garanzia Giovani il piano europeo di contrasto alla disoccupazione giovanile, ha fatto esplodere i tirocini, cresciuti in un anno del 54%. Nel 2016 si è registrato un calo dell'8,6% ma i dati, parziali, del 2017 indicano "una nuova e consistente variazione positiva". "Si va verso i 370mila. Chiaro che il fenomeno sta diventando consistente", osserva Seghezzi.

I tirocini studiati da Anpal sono quelli extracurriculari. Sono percorsi svolti al di fuori del piano di studi scolastico o universitario e servono come periodo di formazione in azienda. Tanto che una delle tipologie previste è quella del reinserimento lavorativo e non si rivolge solo ai più giovani. Lo dimostrano anche i dati Anpal: circa un tirocinio ogni dieci è svolto da un over 40. Tra il 2012 e il 2014 la percentuale oscilla intorno al 12% (dall'11,8% al 12,2% per la precisione). Poi, dal 2015, l'avvio di Garanzia giovani aumenta il numero di under 30 e riduce l'incidenza dei tirocinanti più adulti. Ad ogni modo per Seghezzi, "i tirocini per gli over 40 sono utilizzati come forme di reinserimento lavorativo. Si può fare. Ma è chiaro che se si svolgono senza contributi e con salario basso, diventa complicato".

Anpal ha osservato che negli anni la durata di questi percorsi si è allungata. Da una media generale di 4,6 mesi nel 2012 a 5,5 mesi nel 2016. È l'effetto delle nuove regole, che consentono di estendere i percorsi extracurriculari fino a un anno.

Nel complesso i tirocinanti trovano più facilmente lavoro rispetto a prima. Nel 2012, per fare un esempio, l'8,4% delle persone è stata assunta a un mese dalla fine del percorso formativo. Il 10,8% ha trovato lavoro entro tre mesi, il 13,3% dopo sei mesi. Quattro anni dopo, nel 2016, tutti gli indici sono triplicati. Il 27,8% si è collocato in un mese, il 33% in tre mesi, il 39,1% entro sei.

Per l'Anpal ci sono due ragioni. Primo: "I segnali di ripresa che hanno interessato l'economia italiana, e le dinamiche del mercato del lavoro, nel corso del 2016 hanno spinto al rialzo i tassi qui considerati". Secondo: Garanzia giovani "ha concorso a sostenere la crescita dei tirocini e inciso sugli esiti di questi ultimi". Anche se, in un ultima analisi, il piano anti-disoccupazione non fa la differenza sugli sbocchi lavorativi dei ragazzi, perché le percentuali di assunzione post stage sono di fatto le stesse tra percorsi offerti da Garanzia giovani o alternativi.

Quali contratti vengono offerti? Nel 37,5% dei casi sono posti di apprendistato. Segue un 32,5% di contratti a tempo determinato e un 26,1% a tempo indeterminato. Se è lo stesso datore di lavoro ad assumere il tirocinante, la quota di apprendistato balza al 44,4%. Questo dato dimostra come il tirocinio sia utilizzato per abbassare il costo del lavoro. "Se il datore di lavoro decide di far fare un percorso di lavoro formativo, può scegliere il tirocinio, più breve, o l'apprendistato, più lungo", spiega Seghezzi. E aggiunge: "Che li faccia tutti e due è segno che i tirocini sono usati per abbassare il costo del lavoro". Per il direttore di Adapt, "è il segno di un'Italia che con la crisi ha usato strumenti per risparmiare e non sa uscirne".
Ma questo ha "conseguenze su retribuzione e contributi".

Detto questo non si può di certo discutere sullo strumento Tirocinio che in sé si configura veramente come un percorso di formazione utile alla crescita della risorsa. Come tutte le cose è l'utilizzo che se ne può fare – di questo strumento – a determinare se realmente possa essere un anticamera del lavoro o meno.



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