News Clima aziendale: cos’è e quanto è importante?

Clima aziendale: cos’è e quanto è importante?

Il "clima organizzativo", chiamato anche "clima interno" o "clima aziendale" è un tema che è stato oggetto di molti libri e studi di teoria organizzativa, a partire dalla metà degli anni '60.

Già Kurt Lewin circa un secolo fa notava che: "un divieto o un obiettivo da raggiungere possono avere un ruolo essenziale nello stato psicologico dell'individuo, senza tuttavia essere chiaramente presenti nella coscienza".

I vari orientamenti teorici hanno elaborato numerose definizioni di tale concetto, diversi a seconda che prediligano maggiormente gli aspetti psicologici o gli aspetti organizzativi.

Indipendentemente dalle varie scuole di pensiero, il clima identifica una caratteristica non strutturale o "soft" delle organizzazioni, contrapposta a quelle strutturali o "hard".

Il clima può essere considerato come un insieme di percezioni condivise e correlate tra loro relative alla realtà lavorativa/organizzativa, cioè il modo in cui i soggetti percepiscono e interpretano l'azienda e le sue caratteristiche. È la sintesi di vari fattori quali per esempio le rappresentazioni soggettive, le mappe cognitive di ogni persona coinvolta, le percezioni individuali, le interazioni tra i soggetti, il contesto organizzativo e la cultura ivi presente.

Quando si valutano i fattori che influiscono sulla produttività dell'azienda, il benessere professionale dei dipendenti, che non riguarda solo la salute ma l'intera sfera psicologica e relazionale delle persone, viene spesso tralasciato. Eppure, si tratta di un elemento importante che incide in modo determinante sull'operatività quotidiana.

All'interno di ogni azienda esiste un certo tipo di atmosfera lavorativa che viene definita clima organizzativo: questo influenza l'operato dei dipendenti, in termini di motivazione, rapporto con i colleghi, performance ed efficienza. Per creare un buon clima, occorre lavorare sulla cultura organizzativa che è l'insieme di valori che l'azienda trasmette all'esterno e al suo interno. Più importante di ogni strategia, la cultura aiuta a chiarire il significato delle singole, specifiche attività rispetto a un obiettivo finale, crea la motivazione nei dipendenti e li incentiva a lavorare in una certa direzione. La cultura dell'organizzazione cresce secondo un processo continuo di evoluzione dei metodi di lavoro e di apprendimento dei dipendenti. Tuttavia, modificare il proprio modo di operare e aprirsi a nuove competenze non è facile.

Oggi è vitale per le aziende essere flessibili alle novità, relativamente al mercato e alle abitudini di clienti e prospect. È importante, quindi, diffondere una mentalità aperta e dinamica nei collaboratori, così che vedano le trasformazioni del loro modo di operare come risorsa per migliorare se stessi e l'ambiente in cui lavorano, non una fastidiosa imposizione. Tuttavia, non sempre si accetta di buon grado il cambiamento e tanto meno si riesce a mantenerlo nel tempo: la mente umana è portata ad apprendere, a qualsiasi età, ma quando ciò non avviene per lungo tempo perde la sua elasticità. Quando i nuovi comportamenti appresi rivelano difficoltà, si tende ben presto a tornare alle abitudini precedenti, perché più comode e meno rischiose, anche se magari influenzano negativamente la qualità e l'efficienza del proprio lavoro.

Per limitare le possibilità che ciò accada, occorre che si riduca sempre di più la cosiddetta energia di attivazione, come la definisce lo studioso Mihaly Csikszentmihalyi, ovvero che la nuova abitudine sia sempre meno impegnativa da attuare. In questo modo sarà più facile ripeterla nel tempo, generando creatività, motivazione e felicità del poter fare qualcosa di utile nel miglior modo possibile.

Quando i lavoratori non sono sottoposti a stress, ma possono agire in un contesto positivo e incoraggiante, riescono a gestire incarichi anche complessi, senza che questo incida sulla loro motivazione. La felicità in azienda si traduce in maggiore produttività che viene ripagata da retribuzione e successo professionale superiori. Più si diffondono benessere organizzativo e felicità individuale dei dipendenti, più l'azienda ha possibilità di crescere.

Ogni azienda dovrebbe quindi considerare attentamente l'importanza del benessere professionale. Il punto di partenza è investire nella cultura organizzativa, incentivando la capacità di osare senza timori, premiando le persone di talento, creando percorsi di formazione continua, un ambiente disteso e motivante, occasioni di condivisione anche informali tra i dipendenti. In questo modo avrà al suo interno professionisti felici, motivati e orgogliosi di lavorare per la propria realtà.

Una scelta non solo valoriale ma anche strategica, per aumentare la brand awareness, il volume d'affari, le opportunità di crescita, adottando una mentalità vincente per il mercato attuale e per il futuro.



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